Riprende da una indagine «biostatistica» di un segmento di Dna maschile, «parziale, misto, non consolidato», l'incidente probatorio al centro della nuova indagine sul delitto di Garlasco che ha riacceso i riflettori su Andrea Sempio, l'amico del fratello della vittima, Chiara Poggi, la cui posizione è stata archiviata già due volte.
Mentre la difesa dell'ex procuratore pavese, Mario Venditti, sta preparando il ricorso al Tribunale del Riesame contro il decreto di perquisizione e sequestro di venerdì scorso firmato dalla Procura di Brescia che lo accusa di aver ricevuto denaro per scagionare già nel 2017 Sempio, sul fronte omicidio c'è attesa per l'analisi di quell'aplotipo Y, eventualmente idoneo ad individuare la discendenza in linea paterna, rintracciato sulle unghie della vittima.
L'esame di quella porzione di cromosoma di Ignoto 1 - secondo una recente consulenza dei pubblici ministeri riconducibile all'attuale indagato - è il passaggio finale, e forse il più delicato, dell'accertamento irripetibile di cui la perita Denise Albani ha chiesto e ottenuto una proroga di 70 giorni.
Per capire di cosa si tratta è necessario ritornare ai tempi della perizia affidata nel 2014 al professor Francesco De Stefano dalla Corte d'Assise d'Appello di Milano nel processo che ha aperto la strada alla condanna definitiva a 16 anni di carcere per Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara. Allora i margini ungueali della 26enne, che erano stati repertati 7 anni prima durante l'autopsia, vennero 'sciolti' con particolari reagenti. Il risultato di tale operazione furono tre provette contenenti il materiale biologico che venne esaurito nelle tre estrazioni effettuate e che restituirono tre diversi profili maschili, uno per ciascuna.






