Èuno di quei dibattiti da fare "sotto l'ombrellone" visto l'argomento che non è affatto caldo ma all'opposto assai freddo. Anzi proprio gelato come il protagonista delle (gustose) chiacchiere d'estate. Il tema non sono tanto i gusti che piacciono di più, nuovi o classici: ciascuno ha il suo e non si discute. Ma un argomento che sembra non trovare, ancora, soluzione: qual è il vero gelato artigianale? Chi lo mangia è interessato a saperne di più, proprio come chi è del settore e in questi giorni ne discute a palate anzi a palette. Lo hanno fatto i gelatieri una settimana fa al ministero dell’Agricoltura, dove c'è stato un incontro con una delegazione di rappresentanti della filiera di questo prodotto che ha un nome e un cognome, gelato artigianale. Ma che non si sa bene cosa sia.

Nell'incontro si è parlato di una "realtà economica di primo piano in Italia, con 39 mila punti vendita in tutta Italia - di cui 9.000 sono gelaterie specializzate - per un fatturato annuo di 3 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri 1,7 miliardi di euro provenienti dalle aziende produttrici di ingredienti, macchinari e vetrine". Ma nessuna previsione si è fatta della legge, da tanti attesa ma ancora fantasma, che farebbe maggior chiarezza su un termine, "artigianale", che si usa con estrema disinvoltura.