«Bisogna dire una parola chiara: basta con questi allarmismi inutili» sul virus West Nile. «Certo, c'è bisogno di attenzione, c'è bisogno che le autorità competenti pongano grande attenzione, soprattutto prima e non quando accade l'episodio». È questa l'opinione del dottor Francesco Vaia, ex direttore dello Spallanzani ed ex direttore per la Prevenzione del ministero della Salute, in merito all'aumento dei casi di positività al virus riscontrati negli ultimi giorni, in particolare nel Lazio.

L'intenzione del medico è quella di «riportare tutti al senso di realtà», senza comunque sottovalutare gli effetti del virus, trasmesso dalle zanzare: «È molto molto difficile, quasi impossibile che ci possa essere trasmissione da persona a persona - chiarisce subito Vaia -si può trasmettere raramente attraverso il sangue o attraverso tessuti, ma basta che quando noi facciamo un'emotrasfusione o facciamo un trapianto si faccia attenzione al donatore. Il virus West Nile lo conosciamo già dal 1998 nella pianura padana e nel Triveneto, dove addirittura è endemico, e anche nel Lazio c'è stato già negli anni scorsi. Dà una sintomatologia lieve nei giovani - piccole febbri, cefalea - mentre può essere più impegnativo nelle persone molto anziane ma soprattutto per le persone che hanno altre patologie».