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Ultimo aggiornamento: 22:37
“Quando ci chiederanno cosa abbiamo fatto per fermare tutto questo. Ci sarà un’unica risposta giusta. Abbiamo fatto tutto il possibile. Abbiamo marciato su Gaza via terra e via mare, abbiamo fatto rumore, abbiamo preteso che le istituzioni prendano una posizione ferma e chiara. Ecco. Questa mozione, questo vuole. Non ci nascondiamo dietro i confini e neanche dietro gli interessi perché scegliamo di tutelare la vita come bene più prezioso”. Francesca Ghio (foto), capogruppo di Avs, commenta così il senso della mozione approvata in consiglio comunale a Genova con 21 voti favorevoli, 13 contrari e un astenuto, dove lei è la prima firmataria insieme alla maggioranza, per chiedere il riconoscimento dello Stato di Palestina. La discussione è durata oltre due ore e non sono mancate le polemiche dal centrodestra che aveva chiesto di ritirare il documento per ripresentarlo alla prossima seduta con un testo condiviso da tutte le forze.
La mozione – Chiede il riconoscimento dello Stato della Palestina “quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 con Gerusalemme quale capitale condivisa, che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele”. In un emendamento inserito questa mattina dai capigruppo di maggioranza – Martina Caputo (Partito Democratico), Filippo Bruzzone (Lista Civica Silvia Salis Sindaca), Maria Luisa Centofanti (Riformiamo Genova con Silvia Salis), Francesca Ghio (Alleanza Verdi Sinistra) e Marco Mesmaeker (Movimento 5 Stelle) – si chiede la condanna alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte dello Stato di Israele, in particolare l’uso della fame, delle malattie e dell’impedimento agli aiuti umanitari come strumenti di guerra.








