Rimane in attesa, più che dividersi, la città da dove (quasi) tutto è iniziato. Nella Genova tornata epicentro del dibattito sulla causa palestinese, ieri con il sostegno al varo della Global Sumud Flotilla e la raccolta di beni umanitari, oggi con l’arresto di Mohammad Hannoun, il fronte pro Palestina rimane compatto e trasversale su un tema su tutti, del resto: la rivendicazione dell’ampiezza e delle richieste della mobilitazione che questo autunno ha portato in piazza nel nome di Gaza decine di migliaia di genovesi.

E se sulla figura di Hannoun c’è chi ne chiede la libertà come chi tende a professare cautela («Facciamo lavorare i giudici», è posizione condivisa a tutti i livelli), sulla difesa delle piazze a riassumere il sentimento di una città è così la sindaca Silvia Salis. «Non prenderò mai le distanze – il suo pensiero – da uno straordinario movimento di solidarietà del quale sono profondamente orgogliosa».

“Prove portate dallo 007 israeliano senza nome” finanziamenti Hamas, è scontro sull’inchiesta

di Marco Preve

30 Dicembre 2025