«A Gaza sanno chi siamo», diceva Abu Falastine ad Ali Mahmoud El Shobky, che a Torino gestiva la raccolta dei fondi da inviare in Palestina. Ma che, secondo quanto detto dallo stesso Falastine all’imam torinese Mohamed Shahin, «non sa niente, pensa che prendiamo i soldi e li consegniamo agli sfollati e ai bisognosi». Una copertura, secondo la procura di Genova, convinta che quel denaro servisse a finanziare Hamas: per questo il milanese Falastine è finito in manette insieme ad altre sei persone, fra cui Mohammad Hannoun, presidente dell’associazione Palestinesi in Italia e principale accusato di concorso in associazione terroristica. Nel registro degli indagati non figura Shahin mentre risultano iscritti El Shobky e Angela Lano, storica attivista No Tav, giornalista e autrice di libri sul mondo arabo e islamico. Gli investigatori si sono presentati a casa di entrambi e se ne se ne sono andati dopo aver sequestrato contanti, dispositivi informatici e bandiere con i simboli di Hamas.

Lano, fondatrice dell’agenzia di stampa InfoPal, è ritenuta la responsabile della propaganda dell’organizzazione in Italia ed era in rapporti stabili con Hannoun. Nelle carte dell’indagine si evidenzia il ruolo dell’agenzia e del «suo gestore di fatto Angela Lano, che svolge attività di sostegno ad Abspp (Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese) ricevendo da quest’ultima finanziamenti stabili». Si parla di oltre 300mila euro fra il 2010 e il 2024, per un rapporto di “sudditanza” confermata dal comportamento della stessa giornalista: il 17 ottobre 2024 era nella sede milanese di Abspp e riceve in consegna qualcosa da custodire per evitare problemi in caso di perquisizioni.