Al centro del dibattito politico l’inchiesta sui fondi ad Hamas partita da Genova, con accuse e polemiche tra destra e sinistra

I militari della Finanza impegnati in una delle perquisizioni legate all'inchiesta sui fondi di Hamas (foto Pambianchi)

Genova – Giornata politica di scontri e accuse tra centrodestra e centrosinistra a seguito dell’inchiesta sui fondi ad Hamas, partita dalla Liguria. Sulla vicenda Fratelli d’Italia ha chiesto al ministro dell’Interno Piantedosi di riferire al Parlamento.

"A più di ventiquattr'ore dall'operazione delle forze dell'ordine che ha portato all'arresto di nove esponenti della galassia pro-pal accusati di finanziare Hamas, il sindaco di Genova Silvia Salis, e il Pd locale non hanno speso una sola parola sull'accaduto, sebbene l'indagine sia partita proprio dalla procura di Genova – si legge in una nota del senatore di Fratelli d'Italia Gianni Berrino – La sinistra, purtroppo, non si smentisce: sempre pronta ad andare a caccia di inesistenti fantasmi fascisti, ma silente rispetto alla concretezza del pericolo dettato dal fondamentalismo islamico".

Dopo l'informativa al ministro dell'Interno chiesta in aula alla camera da Fratelli d'Italia, il deputato del Pd Arturo Scotto chiarisce la posizione del partito: "A differenza della destra, per noi quando parla la magistratura e decide di avviare indagini non si discute: vadano fino in fondo. Perché se c'è qualcuno che ha usato i soldi degli italiani non per sostenere la solidarietà nei confronti di un popolo genocidato, ma per sostenere la causa di un'organizzazione terroristica, chi lo ha fatto ha tradito la questione palestinese. Ricordiamo la condanna ferma ai fatti del 7 ottobre da parte dell'opposizione, perché per noi il terrorismo è un nemico della causa e della prospettiva laica e democratica dei palestinesi".