Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 7:50
Lo scontro e le polemiche sui finanziamenti italiani ad Hamas sono l’ennesima dimostrazione di come la politica di casa nostra viva di fiammate improvvise, spesso originate da notizie tutte da verificare e approfondire, e di uno scarsissimo uso della memoria.
Premesso che l’inchiesta dei magistrati genovesi è solo all’inizio, la sinistra italiana dovrà interrogarsi sull’accoglienza e sui giudizi, talvolta un po’ superficiali, che dà su personaggi borderline e quindi potenzialmente a rischio. Ma la destra che si scaglia contro la sinistra per il suo presunto strizzare l’occhio a elementi vicini all’organizzazione terroristica della Palestina dimentica – o finge di dimenticare – che negli ultimi decenni le principali organizzazioni terroristiche sono nate come creature delle diaboliche (e assurde) strategie dell’intelligence occidentale, in particolare statunitense e israeliana. È la storia di Al Qaeda, dell’Isis e – purtroppo – anche di Hamas.
L’idea che Hamas sia nato esclusivamente come nemico di Israele è una semplificazione comoda, ma storicamente incompleta. La realtà, più complessa e inquietante, affonda le sue radici negli anni Settanta e Ottanta, quando la leadership israeliana compì una scelta strategica destinata a produrre conseguenze devastanti: favorire l’ascesa dell’islamismo palestinese per indebolire il nazionalismo laico dell’OLP.







