Il Coordinamento dei Giuristi e Avvocati per la Palestina: “Fiducia nella magistratura, ma non ceda a pressioni esterne”. Un volantino annuncia un presidio di solidarietà a Marassi
Agenti della polizia durante una delle perquisizioni scattate nell'ambito dell'inchiesta sui fondi ad Hamas
Genova - Il Coordinamento dei Giuristi e Avvocati per la Palestina (Gav) esprime in una nota "stupore e sconcerto per la grancassa mediatica alimentata, in queste ore, da alcune testate dell'area della destra politica e culturale in merito alla notizia di cronaca dell'indagine che ha portato all'arresto del presidente dell'Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammed Hannoun, accusato di aver gestito una rete di finanziamenti diretti ad Hamas".
Il Gav ribadisce "la massima fiducia nell'operato della magistratura italiana e il pieno rispetto delle sue prerogative costituzionali. Proprio per questo auspichiamo che ogni accertamento venga condotto con rigore, serenità e garanzie piene, senza cedere a pressioni esterne, né lasciarsi condizionare da campagne mediatiche che, al di là dei singoli casi, mirano a disegnare un quadro politico utile a intimidire e delegittimare il dissenso".
Per il Gav "il ricorso a fonti israeliane per dichiarare l'appartenenza ad Hamas di determinate organizzazioni umanitarie non può essere ritenuto decisivo per la scarsa attendibilità di tali fonti, in quanto provenienti da Stato uso alla manipolazione politica della giustizia oltre che sotto accusa per genocidio e altri gravi crimini internazionali". I Giuristi e Avvocati per la Palestina invitano "tutte le istituzioni, l'avvocatura, il mondo accademico, la società civile e gli organi di informazione a respingere la logica delle insinuazioni e a difendere lo spazio democratico di chi chiede verità, responsabilità e protezione dei diritti umani per il popolo palestinese, senza ambiguità e senza doppi standard".














