Il tribunale di Genova è sotto sorveglianza fissa dopo la maxi inchiesta che ha portato all'arresto del presidente dell'Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammed Hannoun, e altre sei persone ritenute finanziatori di Hamas.
Da questa mattina una pattuglia fissa, a turno, di carabinieri, polizia e guardia di finanza presidia l'ingresso di palazzo di giustizia.
La decisione è stata presa in via straordinaria, per timore di possibili ritorsioni. A disporre la tutela è stato in via d'urgenza il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza.
Nel frattempo potrebbero esserci nuovi interrogatori, questa volta con il pm titolare dell'inchiesta, della Digos e del nucleo di polizia economica e finanziaria della guardia di finanza. Due degli arrestati (Rael Al Salahat, referente di Firenze per la Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese e Abu Deiah Khalil, responsabile della Cupola d'Oro di Milano) hanno detto di essere disponibili a parlare dopo avere letto le carte dell'indagine.
I due (difesi dagli avvocati Simone Zucchini e Sandro Clementi) ieri hanno risposto alle domande del giudice Silvia Carpanini. Khail ha di fatto preso le distanze da Hannoun e ribadito la sua matrice "laica e di sinistra" e di essere "distante anni luce dall'ideologia di Hamas".












