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29 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 22:36
La mozione è datata 27 febbraio 2015 e il testo è ancora disponibile sia sul sito della Camera che su quello personale di Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio, allora, chiedeva il riconoscimento della Palestina. Un testo che venne bocciato dalla Camera, dove Fratelli d’Italia era all’opposizione. Tra i firmatari del documento, oltre alla premier che era la prima, anche Ignazio La Russa (attuale presidente del Senato), Edmondo Cirielli (viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale) e Fabio Rampelli (oggi vicepresidente della Camera). Dal governo Renzi – col ministro degli Esteri Paolo Gentiloni – a oggi sono passati dieci anni ed è anche cambiata la posizione della presidente del Consiglio che, al contrario, ha bollato la recente decisione di Macron di riconoscere la Palestina – a cui è seguita l’analoga presa di posizione di Starmer – come “controproducente”, spiegando che “se qualcosa che non esiste viene riconosciuto sulla carta, il problema rischia di sembrare risolto, quando non lo è”.
Eppure, nel 2015, Meloni spiegava che “Fratelli d’Italia crede da sempre alla soluzione “due popoli, due Stati”. Siamo quindi favorevoli, a determinate condizioni di sicurezza per Israele, al riconoscimento dello Stato palestinese. Non so se l’Esecutivo riuscirà a comprendere quale sia il mandato che gli è stato attribuito dalla sua stessa maggioranza – proseguiva la leader Fdi -, ma fa sorridere amaramente che si dia tanta importanza ai futuri pronunciamenti del governo Renzi sulla questione israelo-palestinese quando lo stesso governo sta collezionando in politica estera solo figuracce”, facendo riferimento all'”assoluta incapacità di incidere sulla questione libica con i terroristi dell’Isis a pochi chilometri dalle nostre coste, la clamorosa esclusione della Mogherini dai negoziati tra Russia e Ucraina e l’incresciosa vicenda dei nostri maro”. La mozione sostenuta da Fdi chiedeva esplicitamente al governo di “sostenere la causa del dialogo diretto tra le parti coinvolte, anche promuovendo un più deciso intervento dell’Onu e dell’Ue, per giungere in tempi rapidi all’obiettivo del riconoscimento dello Stato palestinese nella condizione di reciprocità con Israele, quindi in accordo bilaterale, al fine di garantire la concreta realizzazione della pace, della sicurezza, della cooperazione e della prosperità sociale ed economica“.
















