Nasca uno Stato di Palestina, ma non ora.

Prima occorre completare un complesso processo politico e diplomatico. E' - in estrema sintesi - il ragionamento che Giorgia Meloni, ribadisce in un colloquio con Repubblica e che, dopo quella che ha visto protagonista ieri Antonio Tajani, riaccende la polemica politica. "Sono favorevolissima allo Stato della Palestina - stabilisce il punto di partenza la premier - ma non sono favorevole al suo riconoscimento a monte di un processo per la sua costituzione".

In poche parole: "il riconoscimento dello Stato di Palestina, senza che ci sia uno Stato della Palestina, potrebbe addirittura essere controproducente" avverte ricordando di aver espresso le sue posizioni più e più volte: "in Parlamento, alla stessa autorità palestinese e anche a Macron".

"Miserevole tesi", "giustificazione codarda", "atto di sudditanza", le replica il leader dei 5 stelle, Giuseppe Conte, che plaude sarcastico al "raro gesto di coerenza" di chi "si è tolta la maschera e ha detto senza mezzi termini che i palestinesi ad oggi non hanno diritto a un proprio Stato. Scuse vili di chi ignora il sistematico piano di sterminio e deportazione" rincara, pubblicando poi su Fb alcune foto di bimbi denutriti di Gaza chiedendo di "non voltare lo sguardo".