La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che «non è ancora il tempo dello Stato palestinese». Lo ha detto a Repubblica, dicendo che «Siamo a favore dei due Stati ma solo al termine di un processo». Non ha quindi intenzione di seguire la linea di Emmanuel Macron, che ha ufficializzato la volontà di riconoscere lo Stato di Palestina. «L’ho detto varie volte, anche in Parlamento – sostiene Meloni - L’ho detto alla stessa autorità palestinese e l’ho detto anche a Macron: io credo che il riconoscimento dello Stato di Palestina, senza che ci sia uno Stato della Palestina, possa addirittura essere controproducente per l’obiettivo».
Catastrofe a Gaza, scontro tra Europa e Usa
DANILO CECCARELLI, FABIANA MAGRÌ
«Diamo atto a Giorgia Meloni di un raro gesto di coerenza: si è tolta la maschera e ha detto senza mezzi termini che i palestinesi ad oggi non hanno diritto al riconoscimento di un proprio Stato. Dopo i balbettii in sede Onu e mentre continua il suo complice silenzio sul massacro genocida di Netanyahu, la premier spiega alla stampa - ma senza mettere la faccia davanti le telecamere - che il riconoscimento di uno Stato di Palestina sarebbe oggi 'controproducente' che 'non è il momento'. E quale scusa accampa per giustificare questa miserevole tesi? L'assenza di uno Stato, di un territorio in cui i palestinesi siano sovrani artefici della propria esistenza. Una scusa vile, che ignora il sistematico piano di sterminio e deportazione con cui il Governo israeliano sabota soluzioni che muovono verso il principio del due popoli due Stati. La giustificazione codarda di chi chiude gli occhi davanti alle violente espansioni dei coloni ebrei in Cisgiordania a danno dei villaggi palestinesi, patrocinate dall'esercito israeliano nel silenzio della comunità internazionale. Un atto di sudditanza - l'ennesimo - verso il criminale di guerra Netanyahu», scrive su Facebook il leader del M5s, Giuseppe Conte. «Dopo 60mila morti, di cui 20mila bambini, il governo Meloni continua a remare contro la pace in Medio Oriente e contro i diritti del popolo palestinese - attacca via social l'ex premier -. Continua a giustificare il genocidio e lo fa dopo una manciata di ore dalle parole del ministro israeliano Amihai Ben-Eliyahu: 'Tutta Gaza sarà ebraica... il governo sta spingendo affinché Gaza venga cancellata'». «Giorgia qui siamo ben oltre la politica. Qui è in gioco quel minimo senso di umanità che tutti noi dobbiamo conservare a prescindere dai colori politici. Qui si impone un supremo imperativo morale: compiere ogni azione possibile per contribuire a fermare questo genocidio!», conclude Conte.












