Un lettore scrive:
«Esprimere il proprio dissenso è legittimo ed ogni cittadino può manifestare per gli ideali in cui crede. La lotta contro la Tav ne sarebbe un emblematico esempio. Ma la violenza, le distruzioni e gli eccessi che hanno connotato da sempre queste manifestazioni in val di Susa la fanno apparire solo ottusa e infondata negazione di una realtà che evolve e progredisce. Se le enormi risorse sperperate per i danni inferti ai cantieri e per il mantenimento in Valle di ingenti forze dell'ordine si fossero potute aggiungere alle compensazioni già destinate alle comunità attraversate da questa importante opera ferroviaria, si sarebbe evitata la decrescita, l'impoverimento e l'esodo di popolazione ed attività che ormai da tempo caratterizzano la valle. Continuando così i luoghi di villeggiatura saranno abbandonati in favore di zone più ospitali e progredite.
C'è ancora tempo per un ripensamento ed un'inversione di tendenza?»
Elio Stuardi
Un lettore scrive:









