(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Soffre il comparto europeo della difesa, penalizzato dall’accordo sui dazi tra Usa e Ue. Nel dettaglio, l’intesa prevede, l'obbligo per gli europei di acquistare 750 miliardi di dollari di energia americana e investire altri 600 miliardi, oltre all'approvvigionamento di importanti quantità di armi. «Non sappiamo quale sia la cifra esatta, ma noi produciamo i migliori equipaggiamenti militari al mondo», ha detto il presidente statunitense, Donald Trump. Così, a Milano Leonardo -1,19%
è in coda al listino, a Francoforte soffre Rheinmetall -1,72%
, a Parigi scende Thales e a Stoccolma è in flessione Saab.
I titoli del settore sono saliti molto da inizio anno, spinti dal piano ReArm Eu proposto a marzo dalla Commissione europea per rafforzare le capacità militari dell’Unione. L’obiettivo era quello di accelerare l’autonomia strategica europea con nuovi investimenti in tecnologie, produzione di armamenti e cooperazione tra gli Stati membri. Così da inizio 2025, Leonardo ha messo a segno un progresso di oltre l'80%, Rheinmetall di oltre il 177%, Thales di più del 67% e Saab di oltre il 122%. Ora però la questione militare sembra aver preso una nuova piega, con gli investimenti promessi agli Stati Uniti che minacciano gli utili del settore e impattano sui titoli.














