VENEZIA - Cosa accade quando le preistoriche colline moreniche del Garda incontrano le acque salmastre della Serenissima? È la domanda che si è posta Nadia Zenato, la visionaria erede dell'omonima famiglia di viticoltori nella sponda veronese del Benaco, titolare insieme alla madre Carla Prospero de La Sansonina, l'azienda di Peschiera del Garda famosa per i suoi Lugana e Merlot, premiati nei maggiori concorsi enologici mondiali.
Zenato, molto attenta alle tematiche della sostenibilità e della valorizzazione del territorio, ha voluto nobilitare il suo eccellente Trebbiano di Lugana, noto per mineralità e freschezza, affinandolo per sedici mesi nelle acque della Laguna di Venezia. Nasce, così, Sansonina in Laguna, l'unico Lugana a fermentazione spontanea di cui si può dire abbia "respirato" la storia della città più bella del mondo.
Dalla vendemmia 2021 ne sono emerse, ad oggi, cento bellissime magnum istoriate da denti e conchiglie contenute in un cofanetto ricavato dalle bricole e tappo in ceralacca artigianale della Fonderia Bartoletti. L'affinamento, in particolare, è avvenuto a otto metri di profondità nel canale della Giudecca, nei pressi del cantiere della cooperativa Manin. Ed è stato il titolare Stefano Crosera della cooperativa ad avere l'idea del cofanetto di rovere: dello stesso legno di cui sono composte le ultime bricole "vecchio stile", quelle che lui è riuscito a preservare dalle correnti e dai parassiti, scongiurando l'utilizzo della plastica in laguna.






