Roma, 28 lug. (askanews) – Di fronte alla crescente pressione perché si dimetta dopo la recente sconfitta elettorale nelle elezioni parziali per la camera alta, il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba sta cercando di serrare i ranghi del suo Partito liberaldemocratico (Jiminto) al fine di puntellare il suo esecutivo, che attualmente non ha la maggioranza in alcuno dei due rami della Dieta nipponica.
Il LDP tiene oggi una riunione dei suoi parlamentari per riesaminare i risultati delle elezioni per la Camera dei Consiglieri della scorsa settimana, in cui la coalizione di governo non è riuscita a mantenere la maggioranza complessiva nel ramo alto del Parlamento.
Il partito che detiene il potere in Giappone in maniera quasi ininterrotta dagli anni ’50 del secolo scorso, con il suo partner minore di coalizione Komeito (legato all’associazione buddista Soka Gakkai) cercano di capire quali margini ci siano per portare avanti l’azione di governo, che a questo punto non ha la maggioranza e quindi è soggetto ai diktat dei diversi partiti d’opposizione, oltre alle pressioni interne dello stesso Jiminto, che è diviso in correnti con loro diverse agende politiche.
Ishiba, divenuto capo del Jiminto e primo ministro l’anno scorso, ha dichiarato che è importante che rimanga in carica per guidare il Paese attraverso quella che ha definito una “crisi nazionale”, citando il rapido mutamento delle situazioni politiche, a partire dalla sfida dei dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump.








