A un anno dai Giochi Olimpici di Parigi, che avevano celebrato la Grandeur francese, la sua cucina e i territori del gusto, lo scenario oggi appare meno dorato. E a scriverlo è il quotidiano economico «Les Échos» aggiungendo, altresì, che la Francia fatica a mantenere la promessa di eccellenza fatta gli anni passati. Cartina di tornasole è la forte preoccupazione che serpeggia in uno dei settori più apprezzati, ovvero la gastronomia. Così, mentre in Italia cresce l’attesa per l’eventuale riconoscimento della cucina nazionale come patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco, Oltralpe - dove questo obiettivo è stato centrato nel 2010 — è ufficialmente allarme. Sessantasette chef tra i più noti del Paese, dai pluristellati Yannick Alléno e Hélène Darroze a Tahierry Marx e Alain Ducasse, da César Troisgros all'italiano Fabrizio Ferrara, quest'ultimo dell'«Osteria Ferrara» nel quartiere Opéra-Bastille di Parigi per citarne alcuni*, hanno firmato un appello pubblico rivolto al governo. La richiesta? Diretta e politicamente rilevante. E cioè che la gastronomia francese venga riconosciuta come «eccezione culturale» al pari della musica o del cinema, e che si apra una nuova discussione sul tema del «fatto in casa», con un regime fiscale più favorevole per chi lavora con prodotti artigianali e locali, rispetto a chi utilizza ingredienti industriali o precotti. Gli chef hanno sottoposto il tema anche all’istruzione pubblica: «Chiediamo al Ministero dell’Educazione di compiere un grande sforzo sull’educazione alimentare. È la madre di tutte le battaglie del gusto», si legge nella lettera. Una battaglia che non riguarda solo i ristoranti stellati, ma tutta la filiera produttiva, dai piccoli agricoltori ai sommelier, dai camerieri agli artigiani del cibo.
Il grido d'allarme dei più grandi chef francesi: «Troppe tasse e burocrazia, la gastronomia è a rischio. Il governo ci sostenga»
La grande cucina d'Oltralpe, simbolo della cultura e del territorio francese, messa a rischio da troppi vincoli e dall'indifferenza politica







