La rivoluzione francese a tavola. O meglio una presa della Bastiglia culinaria che rispecchia a grosse linee un po' tutta la situazione della ristorazione in Europa nelle difficoltà incontrate in questo settore e nelle richieste per farvi fronte. Così oltre sessanta (66 per la precisione fra cui anche il siciliano Fabrizio Ferrara dell’Osteria Ferrara a Parigi) "grandi chef", come loro stessi si definiscono, fra i più famosi dell'alta cucina di Francia, da Alain Ducasse a Mauro Colagreco da Yannjck Alléno a Sarah Mainguy, hanno deciso di denunciare il loro stato d'allerta in un forum collettivo organizzato dal think tank Le Passe, fondato dal giornalista francese Laurent Guez. E pubblicato su Les Échos, il principale giornale economico-finanziario francese. Un lungo appello per esortare il governo a riconoscere e tutelare il valore strategico della gastronomia per l'economia e l’identità nazionale di una nazione che, ricordano i cuochi, "è ancora il Paese con più stelle Michelin al mondo". Un vero e proprio grido d'allarme come si legge nel titolo, ovvero "Gastronomie: Nous, grands chefs, lançons un cri d'alarme". In un momento in cui anche in Italia si dibatte su mancanza di personale, contratti pirata e sul futuro del fine dining (qui i risultati del nostro sondaggio), può esser utile capire cosa accade non molto distante da noi. Quali sono le problematiche e come si pensa di risolverle.