Tempo di ultime scelte nel 2025 per chi si avvicina alla pensione. E tempo di valutare, prima di possibili interventi in manovra, se le opzioni per un’uscita anticipata sono praticabili con un vademecum rapido quale quello che proponiamo oggi. Anche perché i dati di inizio anno, su questo fronte, certificano un andamento lento degli anticipi.
Il bilancio di sei mesi
Le 98.356 pensioni anticipate erogate dall’Inps nel primo semestre di quest’anno rispetto alle 118.550 della prima metà del 2024 (si veda Il Sole 24 Ore del 24 luglio) danno bene l’idea di come sia diventato difficile, o meno opportuno, accedere al pensionamento prima di raggiungere i 67 anni di età necessari per il pensionamento di vecchiaia. Dopo il “periodo d’0ro” degli anticipi, costituito dall’introduzione di quota 100 e, successivamente e in parte, di quota 102, nonché da opzione donna nella versione originaria, il Governo ha via via messo a punto paletti e disincentivi per limitare i pensionamenti anticipati. Così se da un lato, complice anche la riduzione della speranza di vita dovuta al Covid, dal 2019 i requisiti “ordinari” sono rimasti invariati, dall’altro le scorciatoie sono divenute meno praticabili.
Le strade aperte







