Lo scorso anno il governo ha provato a restringere tutte le strade per il pensionamento anticipato, e i risultati adesso si iniziano a vedere nei monitoraggi dell’Inps. Nei primi sei mesi di quest’anno, secondo i flussi di pensionamento, sono state liquidate 98.356 pensioni anticipate con un calo del 17,3 per cento rispetto alle 118.550 liquidate nello stesso periodo del 2024. Vale a dire oltre 20 mila domande in meno. Ma proiettata su tutto l’anno, invece, la riduzione sarebbe dell’11 per cento. L’impatto più rilevante è dovuto, certamente, alla chiusura di fatto del sistema delle “quote”, che negli ultimi anni aveva permesso a molti lavoratori pubblici e privati di uscire in anticipo dal mondo del lavoro. Ma vediamo quali vie di accesso al prepensiomento sono ancora disponibili per il 2025.

LA PENSIONE ANTICIPATA. Resta in vigore la regola base del pensionamento anticipato, vale a dire la possibilità di poter lasciare il lavoro in base ai contributi versati a prescindere dall'età. Anche per quest'anno la regola prevede un requisito di 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini e un anno in meno per le donne, vale a dire 41 anni e 10 mesi. Una volta raggiunti questi requisiti, bisognerà comunque attendere una finestra di 3 mesi, che sale però a 4 mesi per alcune gestioni previdenziali: i dipendenti degli enti locali, gli ufficiali giudiziari, i dipendenti della Sanità, i maestri e le maestre d'asilo.