Per effetto della stretta sulle pensioni anticipate, nel corso del 2025 c’è stata una riduzione dell’1,8% delle pensioni liquidate dall’Inps, ovvero si è scesi a 1.540.943 nuove pensioni (erano state 1.569.105 nel 2024 ). Di queste il 54,2% è di natura previdenziale.
L’importo annualizzato complessivo delle nuove prestazioni ammonta a 18,6 miliardi di euro, pari a circa il 5,3% della spesa pensionistica totale in pagamento al 1° gennaio 2026, secondo l’aggiornamento annuale dell’Osservatorio sulle pensioni vigenti al 1° gennaio 2026 e sulle pensioni nuove liquidate nel 2025 pubblicato dall’Inps.
Il 62,3% delle nuove pensioni sono di vecchiaia
Tra le pensioni previdenziali di nuova liquidazione, il 62,3% è costituito da pensioni di vecchiaia (56,5% a uomini), il 29,1% da pensioni ai superstiti (20,3% a uomini) e l’8,6% da pensioni di invalidità previdenziale (64,0% a uomini).
Per quanto riguarda le prestazioni assistenziali, il 92,1% delle nuove liquidazioni è costituito da trattamenti di invalidità civile (42,7% a uomini), mentre gli assegni sociali rappresentano il restante 7,9% (42,0% a uomini).






