L'accordo che promette di ridisegnare gli equilibri commerciali tra le due sponde dell'Atlantico è ormai maturo, in bilico solo sull'incertezza ultima dell'imprevedibilità presidenziale.
Se Donald Trump non deciderà di sparigliare all'ultimo, Bruxelles e Washington si apprestano a siglare un'intesa di principio ispirata al modello giapponese, con la tariffa base del 15% a regolare gli scambi.
Di seguito i punti principali: * TASSO DI RIFERIMENTO - Il cuore dell'intesa è l'aliquota doganale del 15%. Lo schema include la clausola della 'nazione più favorita' (Mfn) - garanzia di parità e non discriminazione nel quadro della World Trade Organization - che stabilisce una tariffa media reciproca del 4,8% nel commercio transatlantico.
* ACCIAIO E ALLUMINIO - Nessuna concessione per i metalli industriali: i dazi statunitensi del 50% resterebbero in vigore.
Un pugno duro che non rappresenta una novità: già nel 2018 Trump applicò tariffe rispettivamente del 25% e del 10% su acciaio e alluminio, provocando una reazione a catena: le contromisure continentali per 2,8 miliardi di euro colpirono prodotti simbolici come bourbon, Levi's e Harley-Davidson. Lo stesso arsenale che Bruxelles ha inserito anche nella sua prima lista di contro-dazi pronta a scattare il 7 agosto in caso di no deal.













