A quelli cui piace scommettere dev’essere venuto a noia puntare denari sulle trattative economiche di Donald Trump: alla fine la spunta sempre lui. La guerra commerciale transatlantica, che avrebbe coinvolto un volume di scambi da 1.700 miliardi di dollari e un mercato di 800 milioni di persone, non ci sarà. L’accordo economico tra Stati Uniti e Ue si è chiuso con un dazio del 15% sui prodotti europei: «Questo è probabilmente il più grande accordo mai raggiunto in qualsiasi ambito, commerciale e non commerciale - ha gongolato Donald porterà molta unità e amicizia. Andrà tutto benissimo».

Non solo: «L’Ue effettuerà 600 miliardi di dollari in investimenti negli Usa, in più rispetto a quanto già investono, acquisterà 750 miliardi di dollari in energia statunitense (in tre anni, ndr)» e «una grande quantità» di armi americane per un valore di «centinaia di miliardi di dollari, perché produciamo il miglior equipaggiamento militare al mondo». L’unica aliquota tariffaria si applicherà anche ai settore dell’automotive, dei semiconduttori e dei prodotti farmaceutici. Entrambe le parti, tuttavia, ridurranno a zero i dazi su aeromobili e componenti di aeromobili, alcuni prodotti chimici e alcuni farmaci generici, alcuni prodotti agricoli e materie prime essenziali. Mentre per acciaio e alluminio, materia prima della reindustrializzazione tanto cara al presidente americano e ai lavoratori della Rust Belt che l’hanno votato, le imposte resteranno come ha stabilito globalmente Trump al 50%.