Alè, anche la famiglia Cervi arruolata tra i pro-Pal. E poco importa che, come risaputo, ai tempi loro i palestinesi fossero schierati con il Terzo Reich. A sinistra la storia viene riscritta in base alle necessità del momento. E la necessità del momento, per i compagni, è attaccare Israele. Riavvolgiamo il nastro. Ieri era il 25 luglio, anniversario della caduta di Benito Mussolini. In questa giornata, tradizionalmente, l’Anpi organizza in tutta Italia le famose “pastasciutte antifasciste” («centinaia», secondo i nuovi partigiani), ispirandosi proprio alla pastasciutta che, 82 anni fa, i fratelli Cervi offrirono ai loro compaesani per festeggiare la destituzione del Duce. Per la sinistra, però, ricordare quello che è successo nel 1943 non è sufficiente. Anche perché, diciamolo, il 25 luglio non è una data a cui i compagni sono affezionati. Insomma, alla fine Mussolini è stato fatto fuori dai suoi gerarchie dal Re, mica dai partigiani... E così le “pastasciutte antifasciste” diventano l’occasione per parlare d’altro. Di quanto è cattiva la Meloni, ad esempio, o della situazione in Medio Oriente. E infatti, nella locandina ufficiale dell’Anpi, veniva annunciata la presenza di banchetti di Emergency «per continuare a sostenere le attività sanitarie a Gaza».