PADOVA - «Io sono un amico di Israele, ma ciò che sta accadendo a Gaza è inaccettabile». Dopo le polemiche dei giorni scorsi, a difendere la mozione pro Palestina approvata lo scorso 21 luglio in consiglio comunale è stato ieri il sindaco Sergio Giordani. Nel dispositivo votato dalla maggioranza s’impegna l'amministrazione ad astenersi dal concludere qualunque eventuale accordo economico e commerciale con aziende provenienti da “colonie illegali”.

In più, tra gli 8 punti che l'amministrazione dovrà rispettare, c'è anche la consegna del sigillo della città a Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi. Una mozione che ha indignato il centrodestra. Lunedì scorso, ad attaccare frontalmente l’iniziativa è stato il consigliere di Fratelli d’Italia Enrico Turrin. «Siamo sconvolti dalla deriva, ai limiti dell'antisemitismo, che ha intrapreso la giunta Giordani abbandonando la già biasimevole ambiguità nei confronti degli attacchi del 7 ottobre contro Israele – è andato giù duro l’esponente meloniano - e che ora si è apertamente schierata con coloro che vedono nello stato ebraico un vulnus all'interno del medioriente».

«Per motivi personali frequento Israele da oltre quarant’ anni – ha scandito, ieri il primo cittadino – .Come carattere gli israeliani sono le persone più vicine agli italiani che io conosca. Sono casinisti come noi e a me piacciono molto. Ciò che accade a Gaza, però, è inaccettabile. È in corso una vera e propria carneficina. Ci sono decine di migliaia di morti e si affamano anche i bambini. Il motivo per cui Netanyahu continua a combattere questa guerra è piuttosto semplice: non appena finisce il conflitto, lui e il suo governo se ne devono andare a casa».