Il Consiglio del Municipio Roma V ha approvato una mozione che esprime una netta contrarietà all’aumento delle spese militari previsto dal Governo italiano e dalle istituzioni europee e internazionali. Un atto politico forte, che si schiera a favore della pace, del disarmo e della riconversione sociale della spesa pubblica, e che rilancia il ruolo delle istituzioni locali nella difesa dei diritti fondamentali.

La mozione, promossa da Filippo Riniolo, Maurizio Mattana, Antonella Fioretti, Emiliano Orlandi, Elena Antinozzi, Eva Vittoria Cammerino e Claudio Poverini, prende le mosse dall’articolo 11 della Costituzione italiana, che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa e promuove la cooperazione tra le nazioni.

Secondo i dati citati nel documento, nel 2024 la spesa militare globale ha raggiunto il record di 2.718 miliardi di dollari, con un incremento del 20% in tre anni. L’Europa ha contribuito con 693 miliardi, mentre i Paesi NATO hanno generato il 55% della spesa mondiale. In Italia, la spesa militare per il 2025 è stimata in 32 miliardi di euro, pari all’1,5% del PIL. Il Municipio denuncia che l’innalzamento delle spese militari, previsto anche dal piano europeo “ReArm Europe / Readiness 2030” e dal nuovo target NATO del 5% del PIL entro il 2035, rischia di compromettere gravemente i bilanci pubblici. Secondo le stime, l’Italia potrebbe arrivare a spendere fino a 1.000 miliardi di euro in dieci anni, sottraendo risorse vitali a sanità, istruzione, welfare e transizione ecologica.