L’odio per Israele che alligna a sinistra non serve solo ad accusare il governo e la maggioranza di «complicità nel genocidio». Il punto in cui la situazione è sfuggita di mano alla stessa sinistra è stato varcato e ora siamo al livello superiore: le liste di proscrizione, l’elenco di coloro che non sono degni di stare nel primo partito della sinistra italiana perché amici d’Israele. D’Israele, non di Netanyahu: per meritare la lapidazione politica e mediatica ormai basta la vicinanza allo Stato ebraico e al suo popolo.
Accade a Piero Fassino e agli esponenti del Pd che aderiscono al Transatlantic Friends of Israel, una rete internazionale di parlamentari che nel proprio sito si definisce «un gruppo interparlamentare e apartitico dedicato all’ordine postbellico di sicurezza e cooperazione transatlantica». Una delle “stanze bipartisan” che è normale vedere nelle democrazie, in cui conservatori e progressisti possono riunirsi senza scannarsi, tenuti insieme dalla visione comune su un argomento.
LA SINISTRA HA PERSO IL SENSO DEL RIDICOLO
Oddio, stai a vedere che c'è un complotto governo -balneari per impedire agli italiani di andare a fare il ba...
La delegazione italiana è presieduta da Marco Scurria, senatore di Fdi. Il quale spiega a Libero che «il Transatlantic Friends of Israel è un network di parlamentari americani, europei e israeliani che, al di là dei partiti di appartenenza, considerano Israele un interlocutore nella promozione dei valori occidentali a cui appartengono Stati Uniti, Canada e Europa. Proprio questa trasversalità permette di fare analisi obiettive sulla crisi in Medio Oriente». Segretario generale è l’italiana Benedetta Buttiglione, figlia di Rocco.








