Il percorso è stretto. Come si fa a salvaguardare le libertà di cui gli europei godono dalla fine della Seconda guerra mondiale in una fase, certo destinata a durare a lungo, di crescente disordine? L’Europa — lo sanno anche coloro che fingono di non saperlo — è sotto assedio. Ha la guerra in casa (Ucraina) e può trovarsi a fronteggiare le spinte destabilizzanti generate dalle situazioni di conflitto, dal Medio Oriente all’Africa. E deve fare i conti con la dissoluzione di quell’ordine internazionale che aveva al suo vertice gli Stati Uniti e che ha protetto l’Europa come una calda coperta per decenni.