Stipendi erogati anche quando certi dipendenti non lavoravano. Affitti pagati dalla società non per gli scopi della cooperativa, ma per l’uso privato del deputato Pd Mauro Laus. Sono due delle ipotesi investigative seguite dalla Guardia di finanza nell’inchiesta sulla Rear, impresa di servizi a lungo guidata dal politico torinese di origini lucane e ora amministrata da persone a lui vicine. Otto sono gli indagati che lunedì hanno ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini: oltre al capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera dei deputati, c’è la moglie Maria Cardone e i figli Vittorio e Giuseppe, la cognata Valeria Cardone, amministratrice delegata, il presidente Antonio Munafò e i politici Pd Mimmo Carretta, assessore comunale allo Sport e ai Grandi eventi di Torino, e Maria Grazia Grippo, presidente del consiglio comunale. Sono indagati a vario titolo di infedeltà patrimoniale (avrebbero danneggiato il patrimonio della società per procurare vantaggi a sé o ad altre persone) e malversazione di erogazioni pubbliche.
Uno dei casi di infedeltà patrimoniale riguarda l’affitto di appartamenti e garage a Torino, Roma e Riva del Garda pagati dalla Rear, ma non utilizzati per le attività della cooperativa. Secondo il sostituto procuratore Alessandro Aghemo, gli immobili sono stati utilizzati per fini personali da Laus. Quest’accusa legata agli affitti non riguarda i dem Carretta e Grippo. A loro, già dipendenti della Rear, e agli altri indagati (ma non alla moglie del deputato) è contestato un episodio relativo al pagamento di stipendi anche quando non erano impegnati al lavoro.











