La procura di Torino ha chiesto l’archiviazione riguardo a uno dei due filoni dell’inchiesta Rear. Si tratta dell’indagine, chiusa la scorsa estate, coordinata dal pm Alessandro Aghemo, che riguardava presunti episodi di infedeltà patrimoniali e malversazioni di erogazioni pubbliche. Gli indagati erano l’assessore torinese Mimmo Carretta, la presidente del consiglio comunale Maria Grazia Grippo, l’onorevole Mauro Laus (tutti del Partito democratico), alcuni familiari di quest’ultimo e un’altra persona impegnata nella cooperativa Rear.
Doppia inchiesta La seconda inchiesta aperta dalla procura su Rear, che analizza i movimenti economici della società, coordinata dalla pm Lisa Bergamasco, è tuttora aperta e coperta dal segreto istruttorio. Adesso sarà il giudice per le indagini preliminari a decidere se accogliere la proposta della procura, archiviando definitivamente il caso, o valutare altre soluzioni, come ulteriori indagini o l’imputazione coatta. «La richiesta della procura è un passaggio significativo - dicono dalla Rear - confidiamo che possa condurre alla definitiva chiusura del procedimento penale, a conferma della correttezza dell'operato nostro e dei nostri dirigenti». Cos’è la Rear La Rear si occupa di vigilanza, antincendio, teleallarme e altri servizi come l'accoglienza nei musei. Gli accertamenti della Guardia di finanza dell’inchiesta chiusa la scorsa estate hanno riguardato il periodo tra il 2018 e il 2021. Soprattutto nelle ultime due annate, sarebbero stati versati stipendi non dovuti, legati a rapporti di lavoro all’apparenza non reali. Gli inquirenti si sarebbero concentrati sulla destinazione di almeno 3 milioni di euro, anche ricevuti dalla cooperativa come fondi Covid e spesi all'apparenza in modo irregolare.













