In questi giorni non è passato inosservato, a numerosi accademici e colleghi, l’articolo di Sergio Della Pergola “Dominio e Legittimità, Medioriente e Occidente” del 17 luglio 2025 pubblicato sulla rivista “Il Mulino”. Nell’articolo, oltre a molteplici argomentazioni storiche e politiche del tutto fuorvianti, poiché totalmente incapaci di riconoscere minimamente un progetto di colonialismo d’insediamento, apartheid, occupazione, pulizia etnica e genocidio, si legge: “Le operazioni militari [di Israele] hanno causato danni collaterali alla popolazione civile, devastanti soprattutto a Gaza”.

Proviamo a esaminare l’entità di questi “danni collaterali”.

Secondo un articolo di Lancet, Gaza ha subìto la più rapida riduzione dell’aspettativa di vita mai registrata in un solo anno. L’aspettativa di vita media alla nascita è diminuita di circa 35 anni nel 2024, passando da 75,5 a soli 40,5 anni. Se confermato, questo dato non ha precedenti storici recenti, nemmeno durante il genocidio ruandese del 1994. Come si legge in un articolo del BMJ, “mentre le vittime civili sono state significative in tutti i casi studiati, nessuno ha visto il numero di morti civili, in particolare tra i bambini, come a Gaza dallo scorso ottobre”. Secondo una dichiarazione pubblica delle Nazioni Unite, Gaza ha il più alto numero di bambini amputati pro capite al mondo.