di Roberto De Vogli, Jonathan Montomoli, Francesco Tommasi e Alessandro Ferretti

Dopo 1000 giorni di genocidio a Gaza, e dopo tre recenti report che dimostrano in modo inequivocabile che uno dei bersagli prioritari dell’esercito di occupazione israeliana (IOF) sono i bambini, gli sforzi di solidarietà di attivisti, accademici, giornalisti, intellettuali, politici e persone semplicemente inorridite all’idea di essere complici di una strage umanitaria senza precedenti recenti, vengono spesso contro-argomentate con le domande: “Perché Gaza, quando ci sono così tante altre guerre al mondo? E perché Israele, visto che esistono molti altri aggressori”.

Una delle osservazioni benaltristiche più utilizzate riguarda l’invasione russa dell’Ucraina: “Eh, ma la Russia? Perché non protestate contro la Russia, invece di prendervela sempre con Israele?”. Vale quindi la pena mettere a confronto le due crisi umanitarie, attraverso alcuni indicatori quantitativi, non per stabilire una graduatoria del dolore umano, al quale va tutta la nostra solidarietà universale, oltre i confini geografici e geopolitici, ma per comprendere meglio la questione e l’entità dell’obiezione.

Ecco qui almeno 10 buoni motivi per esprimere solidarietà alla Palestina e opporsi fermamente contro il genocidio di Gaza, primariamente rispetto a qualsiasi altra crisi umanitaria al mondo, per un cittadino occidentale.