A mille giorni dall’inizio della guerra in corso a Gaza, i dati ufficiali diffusi dall’ufficio stampa governativo rivelano una delle più gravi catastrofi umanitarie della storia moderna. L’entità della distruzione, delle perdite di vite umane e del collasso umanitario riflette una situazione senza precedenti che colpisce ogni aspetto della vita nel territorio.
Oltre 2,4 milioni di persone a Gaza vivono in condizioni di bombardamenti continui, sfollamenti e privazioni sistematiche. L’offensiva israeliana ha provocato una distruzione massiccia delle infrastrutture: oltre il 90% della Striscia.
DAL 7 OTTOBRE 2023 è stata confermata l’uccisione di oltre 73mila palestinesi, mentre circa 9.500 persone risultano ancora disperse, molte delle quali si ritiene siano sepolte sotto le macerie. Bambini e donne rappresentano una percentuale significativa delle vittime: oltre 21.500 i primi, 12.500 le seconde. Migliaia di famiglie sono state completamente sterminate o ridotte a un unico sopravvissuto. Il bilancio umanitario tra i bambini è particolarmente devastante: oltre 520 neonati sono venuti al mondo solo per essere uccisi poco dopo, mentre più di mille bambini di età inferiore a un anno sono morti a causa dei bombardamenti, della fame o della mancanza di cure mediche. Migliaia di madri e padri hanno perso la vita, lasciando orfani decine di migliaia di bambini.












