Mercoledì 109 organizzazioni umanitarie hanno diffuso un comunicato congiunto per chiedere al governo israeliano di permettere l’ingresso di cibo e altri beni essenziali nella Striscia di Gaza, dove la situazione umanitaria, disperata da mesi, continua a peggiorare. Israele controlla tutti i confini della Striscia e permette l’ingresso di una quantità di beni essenziali largamente insufficiente per una popolazione di circa 2 milioni di persone. La quasi totalità di questi beni è inoltre distribuita da un’organizzazione voluta da Israele (la Gaza Humanitarian Foundation) per scopi non umanitari, ma militari, che ha creato le condizioni per una serie continua di stragi di persone palestinesi.

Al comunicato hanno aderito varie organizzazioni umanitarie importanti e molto note, tra cui Save the Children e Medici Senza Frontiere. Dicono chiaramente che «l’assedio» di Israele nella Striscia «affama le persone», e che ormai anche gli operatori umanitari si mettono in coda insieme ai palestinesi per ricevere del cibo, rischiando di essere uccisi dall’esercito israeliano che spara sulle folle. Il comunicato dice:

Il sistema di assistenza umanitaria delle Nazioni Unite non ha fallito, gli è stato impedito di funzionare.