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14 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 10:52

Basta usare “gli aiuti umanitari come un’arma” mentre nella Striscia di Gaza “la carestia si approfondisce”. Lo scrivono oltre cento ong internazionali (da Oxfam, a Medici Senza Frontiere, all’American Near East Refugee Aid) in un appello-denuncia a Israele diffuso a Gerusalemme e ripreso dalla Bbc (leggi qui il testo integrale). Le ong deplorano che le autorità israeliane non abbiano autorizzato dal 2 marzo nessun loro carico di aiuti vitali, nonostante oltre “60 richieste”; mentre la distribuzione veniva affidata in monopolio (in misura insufficiente e con minacce alla vita dei palestinesi) alla controversa Gaza Humanitarial Foundation (Ghf).

“Invece di smaltire il crescente arretrato di merci”, si legge nella lettera, “le autorità israeliane hanno respinto le richieste di decine di ong di introdurre beni salvavita, sostenendo che queste organizzazioni ‘non sono autorizzate a fornire aiuti’. Questo blocco ha lasciato beni alimentari, medicinali, acqua e materiali per ripari per un valore di milioni di dollari bloccati in magazzini in Giordania e in Egitto, mentre i palestinesi vengono affamati”. Nonostante le accuse di Israele, continuano le organizzazioni, “molte delle ong ora dichiarate ‘non autorizzate’ a fornire aiuti operano a Gaza da decenni, sono fidate dalle comunità e hanno esperienza nel fornire aiuti in sicurezza. La loro esclusione ha lasciato ospedali senza forniture di base, bambini, persone con disabilità e anziani morire di fame o di malattie prevenibili, e persino gli operatori umanitari stessi recarsi al lavoro a stomaco vuoto”. L’esclusione “è legata a nuove regole di registrazione per le ong internazionali (INGO) introdotte a marzo. In base a queste nuove regole, la registrazione può essere negata sulla base di criteri vaghi e politicizzati, come la presunta ‘delegittimazione’ dello Stato di Israele. Le ong internazionali hanno avvertito che il processo è stato progettato per controllare le organizzazioni indipendenti, silenziare l’attività di advocacy e censurare i rapporti umanitari. Questo nuovo ostacolo burocratico è incoerente con il diritto internazionale consolidato, poiché rafforza il controllo e l’annessione da parte di Israele del territorio palestinese occupato”.