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Ultimo aggiornamento: 9:06

“Il governo italiano chieda a Israele di sospendere le misure contro le ong”. È l’appello mandato da Aoi, l’Associazione delle organizzazioni italiane, al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, perché aumenti la pressione su Tel Aviv e difenda il lavoro degli operatori umanitari a Gaza e in Cisgiordania. La lettera, firmata insieme a Cini, Link 2007 e alla Piattaforma delle organizzazioni della società civile in Medio Oriente e Mediterraneo, è stata inviata alla Farnesina a pochi giorni dalla notizia dello stop imposto da Israele a 37 organizzazioni umanitarie attive nella Striscia di Gaza, inclusi Medici senza frontiere, Oxfam, ActionAid e Save the children. Il divieto di ingresso, conseguenza di un nuovo regolamento estremamente stringente, è entrato in vigore il 1 gennaio, con l’obbligo ritirare lo staff entro inizio marzo.

Aoi si rivolge direttamente al ministro sottolineando i possibili effetti catastrofici su una popolazione, quella della Striscia, già martoriata da violenza e bombardamenti. “Il nuovo quadro normativo e amministrativo introdotto da Israele – si legge nella lettera a Tajani – produrrà effetti gravissimi e immediati sullo spazio umanitario e sull’accesso all’assistenza per la popolazione palestinese”. Per questo “chiediamo che il Governo italiano difenda il pieno rispetto dell’operatività umanitaria, respingendo ogni assimilazione indebita tra azione umanitaria e attività terroristiche” e “tuteli l’efficacia degli interventi finanziati da Aics“, l’Agenzia italiana per la cooperazione, garantendo che le ong possano operare senza interferenze politiche esterne.