Via libera dall’esercito israeliano alla ripresa dei lanci aerei di cibo su Gaza. I militari di Tsahal ammettono che c’è stato un «peggioramento delle condizioni umanitarie nella Striscia», e per questo consentiranno che i generi di prima necessità vengano paracadutati. Ma negano che vi sia una «fame diffusa» tra i gazawi: l’allarme angosciante di organismi Onu e Ong sarebbero il frutto della propaganda di Hamas e della divulgazione di cifre e notizie incontrollate, in assenza di una verifica diretta sul territorio da parte di media indipendenti. Le cause del deterioramento sarebbero tutte da imputare a Hamas, che continua a voler mettere le mani sugli aiuti. Per rafforzare il concetto, l’ambasciatore degli Usa in Israele, Mike Huckabee, ha postato l’altra sera su X le foto di camion delle Nazioni Unite allineati e del cibo «sufficiente – scrive – a sfamare tutta Gaza, ma sta marcendo». Di più. Accusa l’Onu di essere «strumento di Hamas». La Ghf, la Fondazione con sede negli Stati Uniti che d’accordo con Israele dovrebbe consegnare gli aiuti nella Striscia, a detta del diplomatico lo starebbe facendo. «Sta effettivamente consegnando cibo gratuitamente e in sicurezza», mentre quello delle Nazioni Unite verrebbe «saccheggiato da Hamas, o marcisce al sole!».