VENEZIA - Un virus che fa sempre più paura, con i focolai West Nile favoriti da piogge e calore e con il ciclo vitale degli insetti che tende ad allungarsi con le temperature più alte. Sono quattro i casi di virus West Nile riscontrati in Veneto dall'inizio dell'anno, di cui due con forme febbrili (una confermata e una probabile), una neuro-invasiva confermata e un donatore asintomatico confermato. Lo riporta il Bollettino regionale sulle arbovirosi.
I primi casi sono stati registrati nella seconda settimana di luglio, evidenziando una possibile minore circolazione del virus rispetto alle stagioni epidemiche precedenti; al momento - sottolinea la Regione Veneto - la situazione risulta sotto controllo. Risulta comunque fondamentale mantenere elevata l'attenzione sulle azioni di controllo del vettore, poiché rapida identificazione della circolazione del virus permette non solo l'attivazione tempestiva delle misure di sanità pubblica, ma anche la sicurezza delle trasfusioni e dei trapianti, poiché può essere trasmesso anche attraverso emocomponenti labili, organi e tessuti.Per quanto riguarda le altre arbovirosi, l'Encefalite da zecca è stata riscontrata in 16 casi con esposizione nel territorio regionale e 5 con esposizione fuori regione; il Toscana virus in 4 casi. Ci sono stati 16 casi di Dengue, di cui 15 confermati e 1 probabile, sei di Chikungunya, di cui 4 confermati e 2 probabili, e due di Zika. Veterinari, piogge e calore hanno favorito focolai di West Nile «Le piogge intense seguite da ondate di caldo e le rotte migratorie degli uccelli, che hanno favorito la proliferazione delle zanzare e l'amplificazione del ciclo di trasmissione del virus West Nile». A commentare la diffusione della malattia da febbre del Nilo, anche alla luce dei nuovi contagi verificatisi in Italia, è la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, che sottolinea come «questo virus sia un esempio chiaro di quanto la salute umana, animale e ambientale siano interconnesse».In Italia, il virus è endemico, in particolare in Emilia-Romagna e Veneto mentre recente è il cluster epidemico in Campania, «che conta già alcune centinaia di casi asintomatici, considerando che solo l'1-2 % delle infezioni provocano il ricovero ospedaliero. Il problema è che i sintomi sono spesso lievi o assenti, per questo è difficile stimare la reale diffusione del virus», afferma Antonio Sorice, presidente Simevep.Quel che è certo è che «solo un approccio One Health può garantire una risposta efficace, fondata su sorveglianza integrata e collaborazione multidisciplinare». Dal 2018 sono stati notificati oltre 247 casi umani autoctoni di forme neuro-invasive. Il Piano nazionale di prevenzione arbovirosi 2020-2025, promosso dal Ministero della Salute, prevede una sorveglianza integrata uomo-animale-ambiente. Fondamentale il ruolo dei Servizi Veterinari, che monitorano la presenza del virus in uccelli selvatici, cavalli e zanzare, segnalando precocemente le zone a rischio. «In alcuni casi il virus è stato rilevato nei vettori anche nove giorni prima del primo caso umano, a dimostrazione dell'efficacia della sorveglianza veterinaria», sottolinea Maurizio Ferri, coordinatore scientifico di Simevep. I dati raccolti vengono condivisi in tempo reale con il Centro Nazionale Sangue e il Centro Nazionale Trapianti per attivare misure di sicurezza su donazioni e trapianti. West Nile, il ciclo vitale degli insetti tende ad allungarsi con il caldo Il virus West Nile si allarga e da Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte ora è arrivato in Sicilia, Sardegna, Toscana, Campania e anche nel Lazio. A incidere potrebbe essere anche il cambiamento climatico. Con il ciclo vitale degli insetti che tende ad allungarsi con le temperature più alte. Lo dimostra anche il monitoraggio in Italia. Se prima iniziava a fine maggio, ora si parte dall'inizio del mese. E anche i primi insetti positivi al West Nile si trovano a metà giugno. Ma come si riconoscere la zanzara che può trasportarlo? Le risposte del virologo Fabrizio Pregliasco.Come si riconosce West Nile? La zanzara Culex è più attiva al tramonto e di notte. Ha un aspetto marrone, grigiastro, con zampe sottili e ali trasparenti. Sono silenziose, però ci vuole un esperto, difficile distinguerle perché sono molto piccole.Si può distinguere la puntura di una zanzara infetta? No. La puntura di una zanzara infetta non è distinguibile da una normale puntura di zanzara. Non provoca segni particolari o reazioni specifiche. Quella che abbiamo tutti, a prescindere del fatto di che ci sia o meno il il virus. Tant'è che non bisogna creare allarmismo.Quanto dura il virus? Il periodo di incubazione va dai 2 ai 14 giorni. Da pochi giorni a qualche settimana.Sintomi? Se ci sono i sintomi, cosa che non è così frequente, possono essere febbre mal di testa dolori muscolari nausea o vomito linfonodi ingrossati e delle eruzioni contanee (in pochi casi) Solo l'1% dei casi il virus può dare encefalite, confusione, rigidità del collo, convulsioni e paralisi. Per cui sono diversi dall'influenza.Le donne incinte sono a rischio? La trasmissione al feto è possibile, ma molto rara. Non esistono prove rispetto a problematiche magari anche per il bimbo. Non c'è prova che crei malformazioni congenite. Può avvenire la trasmissione verticale, ma non è come la zica che invece ci preoccupa molto.
















