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22 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 11:00 del 22 Luglio
Il West Nile, o febbre del Nilo occidentale, “non è più solo un fenomeno importato occasionalmente, ma una malattia endemica“. A dirlo l’osservatorio Virusrespiratori.it, diretto da Fabrizio Pregliasco, dopo i casi che hanno riguardato la provincia di Latina e causato la morte di una donna di 82 anni. Proprio quello del basso Lazio viene definito un “cluster di casi autoctoni”. Al momento l’unica arma contro il virus è il contrasto alle zanzare, non essendo disponibili né vaccini né farmaci mirati, spiega il virologo, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano.
Le infezioni sono state ritrovate anche in cavalli e cani, oltre che in alcune specie di uccelli che sono serbatoi del virus stresso. “Anche il cambiamento climatico gioca un ruolo centrale nell’aumentata circolazione. L’innalzamento delle temperature e la ‘tropicalizzazione’ delle città italiane creano condizioni favorevoli per la proliferazione delle zanzare vettore, estendendo così il rischio di infezione a nuove aree del Paese. Al momento non parlerei di allarme, ma è sicuramente una situazione che merita un’enorme attenzione sia da parte del personale sanitario, sia da parte delle istituzioni nonché dei cittadini”, continua Pregliasco spiegando perché una malattia “tropicale” sia ora endemica in diverse zone della penisola.












