Roma, 23 lug. (askanews) – Mentre secondo indiscrezioni di stampa Stati Uniti e Unione Europea “si stanno avvicinando” ad un possibile accordo, che livellerebbe i dazi sulle importazioni Usa dall’Europa al 15%, secondo fonti diplomatiche a Bruxelles è cambiato l’equilibrio del posizionamento dei Paesi Ue su un aspetto chiave nell’ipotesi invece di non accordo: quello del ricorso al cosiddetto “bazooka”.

Si parla qui del dello strumento “anti coercitivo” della Ue, mai utilizzato prima e che accorderebbe una serie di poteri alla Commissione per intervenire in maniera aggressiva su questo contenzioso. Ad esempio mettendo al bando le imprese Usa dalle gare di appalto europee.

Secondo queste fonti diplomatiche a Bruxelles, “nel caso di un non accordo sembra esserci un’ampia maggioranza” per attivare il bazooka.

In precedenza, altre indiscrezioni di Stampa riportavano invece che “una maggioranza silenziosa” era contraria a questo strumento, temendo la possibile reazione dell’amministrazione Trump. A far mutare gli equilibri sarebbero state le ultime mosse di Washington, in particolare la minaccia da parte del presidente Usa di alzare i dazi al 30% sull’import dalla Ue in caso di mancato accordo entro il primo agosto. Precedentemente solo la Francia era a favore di una linea negoziale più aggressiva e in particolare sul dispiegamento del “bazooka”.