L'estate sta iniziando. In realtà è iniziata da quasi un mese, stando al calendario, ma con la metà di luglio siamo entrati nel vivo del periodo vacanziero. Quello che gli albergatori definirebbero di alta o altissima stagione. Il momento in cui molti lasciano le città per andare a godersi il meritato riposo sulle spiagge o nelle località di lago o di montagna. E come sempre ci sarà chi lo farà con rispetto, per gli altri e per l'ambiente. Ma anche chi vivrà i giorni di ferie in modo sconsiderato e anche un po' cafone, nell'idea che in vacanza tutto sia permesso. Ma è davvero così? No, non lo è. Soprattutto se ci sono di mezzo, come vittime, gli animali. Che sono esseri senzienti: provano emozioni, paura, dolore.
Lasciare che i bambini raccolgano e imprigionino nei secchielli granchi o piccoli pesci non è vacanza, è crudeltà. Che viene consentita ai più piccoli, in base ad un liberi tutti estivo che non ha alcuna ragione di essere. Lo è anche raccogliere meduse con il retino e lasciarle seccare e morire sulla spiaggia. Lo è ancora di più se ci sono i genitori, persone adulte, lì presenti e magari sono proprio loro ad incoraggiarli a farlo. Perché magari facevano lo stesso quando erano ragazzini e pensavano che fosse divertente. Ma poi sono cresciuti, e dovrebbero avere imparato che invece era solo crudele. La reiterazione del reato - perché, anche se in spiaggia sembra tutto un gioco, maltrattare animali lo è, anche se si tratta di animali che non parlano - dimostra invece il contrario. Ma perché certe lezioni non si imparano mai?








