Come ogni anno, quando si avvicina il mese di luglio comincio a vivere nell’ansia. Vado dal barbiere, salernitano, che mi chiede: «Che caldo fa qui a Bergamo. Per fortuna fra un paio di settimane stacco e vado al mare. Lei doveva in vacanza?». Oppure c’è la verduraia, orobica ma accaldata come il campano, che si informa: «Noi chiudiamo ad agosto. Dove va al mare quest’anno?». E alla sommessa risposta: «Vado in montagna», entrambi ribattono: «Sì certo, ma poi andrà anche al mare, no?».
Una settimana al fresco, magari con qualche giorno di pioggia, si può fare però le ferie vere sono un’altra cosa. Che italiano sei se non vai in spiaggia? Qui, se fossi coraggioso, dovrei ribattere: «Non vado in spiaggia perché mi fa schifo. E poi nuoto come un ferro da stiro». Ma prevale la prudenza (dopo tutto il primo maneggia il rasoio nei pressi della mia giugulare e la seconda mi fornisce frutta e ortaggi facilmente adulterabili). Così lascio intendere che non ho ancora deciso.
Che invidia per chi come Jas Gawronski o Giorgio Armani non ha mai avuto remore a snobbare i soggiorni marini. La Cortina d’Ampezzo del primo e la Sankt Moritz del secondo sono mete speciali, simboli di una villeggiatura elegante e privilegiata. Basta evitare di andarci ad agosto perché altrimenti l’eleganza scompare nella folla di turisti. Ebbene sì, la vacanza montana, un tempo scelta secondaria rispetto alle spiagge o ai viaggi, complici le temperature medie in aumento sta diventando sempre più popolare. Per qualcuno anche troppo popolare. Tra giugno e settembre dello scorso anno, la quota di italiani che hanno scelto il Mediterraneo è calata dal 67% al 45% mentre i monti sono saliti dal 15% al 18% (bene anche laghi e campagna). Il Touring Club prevede per quest’anno il 44% in spiaggia, il 18% a scarpinare in salita e il 17% nelle città d’arte. In aumento anche i ricavi: l’anno scorso il giro d’affari estivo per la montagna è stato di 5,5 miliardi, con un aumento del 13,8% rispetto all’anno precedente. E il mercato immobiliare conferma l’andamento fortunato: gli appartamenti nei centri turistici maggiori si sono rivalutati molto più in alto che in basso, più nelle Dolomiti che sul Tirreno. È la rivincita degli scarponi.







