Da una parte l’idiosincrasia dell’amministrazione Trump per i temi dello sviluppo sostenibile; dall’altra alcuni casi di greenwashing, nei quali cioè l’impronta sostenibile era solo declamata e non anche realizzata nel concreto. Sta di fatto che la finanza Esg è da tempo sotto pressione e cerca nuove strade per proseguire nel suo percorso di crescita. Secondo il report di Morningstar relativo al primo trimestre del 2025, i fondi Esg hanno subito deflussi netti per 8,6 miliardi di dollari, segnando il peggior trimestre dal 2018. Il calo è stato particolarmente marcato negli Stati Uniti, con deflussi per 6,1 miliardi di dollari nel trimestre, che rappresentano il decimo trimestre consecutivo di uscita di capitali dai fondi sostenibili americani. Anche l’Europa ha registrato deflussi netti per 1,2 miliardi di dollari, un evento senza precedenti da quando Morningstar monitora il settore.

Il vento è cambiato sul piano politico

Il rallentamento negli Usa è strettamente legato a un clima politico e regolatorio sfavorevole. Trump ha apertamente criticato gli investimenti orientati alla sostenibilità, definendoli una minaccia per settori chiave come petrolio e gas. Questa posizione ha alimentato un’ondata di scetticismo e ha spinto molti investitori a ritirare i capitali dai fondi sostenibili. Inoltre, accuse di greenwashing e la percezione di scarsa trasparenza hanno ulteriormente eroso la fiducia nel mercato Esg americano.