“Negli ultimi dodici mesi abbiamo analizzato oltre 1.400 fondi per comprendere come gli asset manager stiano affrontando concretamente l’ESG e la sostenibilità”.

Così racconta Annie Omojola, research analyst di MainStreet Partners, “i risultati, mostrano un mercato in rapida maturazione, dove le strategie tradizionali basate sulle esclusioni restano diffuse ma i temi sostenibili proiettati al futuro e l’innovazione promossa dai dati stanno guadagnando terreno”, spiega l'esperta.

Ma quanti fondi sono sostenibili?

“Secondo il nostro framework proprietario, pochi. Solo il 20% dei fondi analizzati soddisfa la definizione di sostenibilità di MainStreet Partners. Per qualificarsi, i fondi devono mostrare un’intenzionalità chiara verso la sostenibilità, una governance efficace, attività di stewardship e risultati concreti, evitando allo stesso tempo pratiche che causano danni significativi. All’interno di questo gruppo, la maggior parte adotta un approccio ampio agli SDG o multitematico, con una forte attenzione ai temi ambientali e climatici. Tuttavia, permangono aree ancora poco esplorate, come l’inclusione digitale, la mobilità sostenibile e la transizione sociale" continua l'esperta.

L’analisi per asset class racconta una storia interessante: “Il panorama dei fondi sostenibili è dominato dalle azioni large Cap globali, il che riflette la liquidità e la domanda da parte degli investitori. Tuttavia, la scarsità di opzioni sostenibili in segmenti come obbligazioni governative globali, credito high-yield ed azioni dei mercati emergenti è di natura strutturale. Nel segmento high-yield, gran parte dell’universo è concentrata in settori come petrolio e gas, carbone, gioco d’azzardo e finanza ad alta leva, spesso esclusi dai mandati ESG e sostenibili, riducendo così le possibilità di investimento. Sebbene l’emissione di green bond sovrani resti modesta rispetto alla dimensione del mercato obbligazionario globale, sta però crescendo costantemente, il che evidenzia un potenziale di lungo periodo per questa asset class. Per le azioni dei mercati emergenti (in particolare fondi focalizzati su singoli Paesi come India o Cina), le sfide principali riguardano la trasparenza, la governance e la proprietà statale. Ciononostante, il loro ruolo centrale nella transizione energetica – dalle rinnovabili alle catene di fornitura per veicoli elettrici e infrastrutture verdi – li rende un’opportunità interessante nel lungo periodo. Miglioramenti nella trasparenza e una crescente domanda di diversificazione da parte degli investitori potrebbero progressivamente aprire questi segmenti”.