Il caso di Andrea Cavallari, il 26enne condannato per la strage di Corinaldo che ha ottenuto un permesso per laurearsi e non è più rientrato in carcere, ha sollevato polemiche. L’opinione pubblica condanna l’assenza di controllo durante il permesso e contesta la possibilità di concedere benefici a chi si è reso responsabile di reati tanto gravi. A essere più ferite, però, sono le famiglie delle vittime, che ancora una volta sentono le loro istanze trascurate e non riconosciute.

L’aspetto su cui dovremmo riflettere non è l’esistenza di strumenti come i permessi premio o il lavoro esterno, che non vanno assolutamente demonizzati, bensì la totale assenza di percorsi dedicati alle vittime, capaci di riconoscerle pienamente e di stimolare negli autori dei reati una reale assunzione di responsabilità. Pertanto, occorre chiedersi se la giustizia riparativa potrebbe rendere percorsi detentivi come quello di Cavallari più significativi e realmente trasformativi, soprattutto in vista della concessione dei benefici.

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di Giuseppe Baldessarro

In Italia, strumenti come i permessi premio fanno parte del programma di trattamento e possono essere concessi dal magistrato di sorveglianza a chi non risulti socialmente pericoloso e abbia mantenuto una condotta regolare. Questi permessi mirano a favorire il recupero dei legami affettivi, culturali o lavorativi. Tuttavia, ci si può legittimamente chiedere se i criteri adottati per la loro concessione siano davvero sufficienti. Implementare programmi di giustizia riparativa significa favorire un percorso che restituisca senso alla pena e dignità alla vittima. È chiaro che questi percorsi non devono essere lasciati al caso, né ridotti all’incontro diretto tra vittima e autore del reato, incontro che, se non adeguatamente preparato, può rivelarsi sfavorevole, come nel caso di Innocent Oseghale, detenuto che lo scorso 7 marzo ha incontrato la madre della vittima nel carcere di Ferrara. È possibile ipotizzare che casi come questi amplifichino il senso di sfiducia nei confronti della giustizia riparativa.