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Ultimo aggiornamento: 19:16
Andrea Cavallari, condannato a 11 anni e 10 mesi in via definitiva per la strage di Corinaldo, si è dato alla fuga dopo essersi laureato all’Università di Bologna giovedì 3 luglio. Adesso gli investigatori stanno indagando su eventuali complici che potrebbero aver aiutato il 26enne ad evadere. Cavallari era detenuto nel carcere della Dozza per scontare la pena per i fatti avvenuti alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove nel 2018 morirono sei persone dopo un tentativo di rapina con spray urticante.
Il ragazzo ha approfittato del permesso per darsi alla macchia, forse con l’aiuto di un telefono cui aveva accesso in carcere e di qualche complice. Sembra infatti che ci sia stato un piano ben preciso, architettato da tempo, con qualcuno che potrebbe aver atteso il giovane detenuto. Per questo motivo, la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo contro ignoti per favoreggiamento: indagini che si affiancano alle ricerche dell’evaso che potrebbe anche essere andato all’estero.
Il Corriere della Sera riporta che l’ipotesi più concreta sia che il 26enne “sia riuscito ad avere accesso a uno o più telefoni cellulari durante la detenzione, comunicando con l’esterno per pianificare la fuga”. Si dovrà infatti capire in che modo Cavallari possa aver comunicato con i suoi presunti complici. Intanto, è stata diffusa ai media una foto segnaletica recente, con la speranza di ricevere segnalazioni utili e si indaga sulla rete di relazioni del ragazzo.









