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5 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 10:26 del 5 Luglio

“Avevamo una casa di proprietà, due contratti a tempo indeterminato, un piccolo di 10 mesi e dei genitori che ci aiutavano, eppure abbiamo lasciato l’Italia, per noi, ma anche per dare una possibilità in più a nostro figlio”. Adriano Lupi e Irene Nardecchia, 44 anni lui, 49 lei, romani, sono partiti per la Germania nel 2014 e oggi vivono all’Aia, in Olanda. Adriano lavora come ingegnere all’European Space Agency (ESA), a Noordwijk, dove si effettuano la maggior parte delle missioni spaziali, Irene insegna italiano al centro linguistico dell’Università di Darmstadt. Dopo il primogenito Orlando è arrivato anche il fratellino Ruggero, ed entrambi i ragazzi hanno la doppia cittadinanza italo-tedesca. “Venire qui – racconta Adriano a ilfattoquotidiano.it – è stata sia un’occasione di crescita professionale, sia remunerativa: prendo il doppio dello stipendio che avevo in Italia, con un costo della vita diventato ormai identico”. E poi la sicurezza, non solo economica: “Qui ci sono pochissimi furti, non vendono neanche le persiane – racconta Irene –, posso lasciare i miei figli liberi di andare a prendere l’autobus, so che se non arriveranno a scuola, mi chiameranno subito”. Eppure la coppia non vive in un quartiere ricco della città. “Siamo in una parte residenziale – sottolinea Irene –. Una mia amica che si divide tra l’Aia e Roma per lavoro, quando è qui prende i mezzi pubblici anche a mezzanotte, a Roma invece in stazione devono andarla a prendere con l’auto”. Non manca, poi, lo status symbol olandese, la bicicletta: “È il mezzo di locomozione per eccellenza, mai viste così tante infrastrutture dedicate – afferma Adriano – anche in Germania non erano così tante. E poi c’è un fattore che non viene mai sottolineato abbastanza: in giro ci sono poche persone sovrappeso”. Segno di una che tiene in conto il benessere e la salute.