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9 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 17:44

La Commissione europea non ha ancora preso decisioni, concluso valutazioni preliminari o mandato lettere al governo italiano sull’uso improprio nel Golden Power contro l’acquisizione di Bpm da parte di Unicredit. Tuttavia, tramite il portavoce il portavoce Olof Gill, fa sapere che se una fusione bancaria è autorizzata da Bruxelles “sul piano prudenziale e della concorrenza, non vi è alcuna base giuridica, nel mercato unico né tantomeno nell’unione bancaria, per bloccare un’operazione sulla base di una decisione discrezionale di un governo”.

Per il diritto comunitario “i Paesi possono imporre restrizioni alle libertà fondamentali, compresa quella della libera circolazione dei capitali, solo se sono proporzionate e fondate su motivi di interesse pubblico. Restrizioni basate esclusivamente su considerazioni economiche non sono giustificabili”, ha evidenziato. Il consolidamento nel settore bancario, ricorda ancora Gill, viene “valutato da due angolazioni: da una prospettiva prudenziale, quindi dalla Banca Centrale Europea o talvolta dalle autorità di vigilanza delle banche nazionali, e dalla prospettiva della concorrenza, dove possono essere imposte misure di mitigazione appropriate dalle autorità”. Ma, appunto, se arriva il “via libera” su entrambi i fronti, allora i governi non possono intralciare queste operazioni di consolidamento su base discrezionale.