Il Tar prende tempo sul verdetto del golden power imposto dal governo a Unicredit rispetto all'Ops su Bpm: la banca ha contestato la realizzabilità delle quattro prescrizioni. E un portavoce della Commissione Ue fa sapere: «Non abbiamo preso alcuna decisione sui poteri speciali del governo», smontando il polverone mediatico del giorno prima sollevato da una indiscrezione di Bloomberg .

Ieri si è tenuta l'udienza davanti al tribunale amministrativo del Lazio e, nonostante in apertura il presidente Roberto Politi avesse riferito che «ad avviso del collegio il ricorso è maturo per la decisione oggi» (ieri, ndr) e durante la discussione, il legale di Gae Aulenti Fabio Cintioli aveva richiesto «il subito dispositivo», in conclusione della seduta sempre il presidente ha, comunque, comunicato che il verdetto sarà emanato entro il 16 luglio.

Quasi certamente i tempi saranno più brevi per il dispositivo mentre le motivazioni potrebbero arrivare entro il mese successivo. Nel frattempo l’offerta su Bpm terminerà il 23 luglio senza che l’incertezza evocata da Andrea Orcel sia rimossa: in questo quadro chi ha parlato nelle ultime ore con il banchiere ha avuto conferma che quasi certamente farà marcia indietro, secondo lo scenario da lui più volte ipotizzato. Ieri Orcel era a Vienna, per la “Giornata della cultura di Unicredit”. un tour mensile che porta l’ad a girare per i vari paesi dove l’istituto è presente e approfondire le tematiche locali.